Arte Contemporanea a Torino?

Molto spesso mi capita di sentir chiedere consiglio su cosa visitare a Torino volendo tralasciare i luoghi più noti, per dedicarsi ad aspetti meno conosciuti della nostra città.

Raramente le risposte che ho avuto modo di leggere ed ascoltare, suggeriscono visite ai luoghi dell’arte contemporanea e personalmente credo sia un peccato.

A Torino l’autunno è la stagione di Artissima, fiera riconosciuta a livello internazionale vero trampolino di lancio per artisti emergenti, ma accanto c’è anche Paratissima, dedicato al pubblico dei più giovani, insomma Torino ha davvero molto da raccontare anche da questo punto di vista.

So bene tutte le resistenze che noi contemporanei riserviamo alle forme d’arte del nostro tempo e non intendo metterle in discussione, quanto piuttosto condividere un mio personalissimo pensiero.

Sono stata recentemente a visitare la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che fin dal 1995 ha come scopo la promozione di giovani artisti e la divulgazione al grande pubblico e devo dire che mi sono sentita davvero coinvolta. Io sono sempre stata molto curiosa circa le espressioni d’Arte Contemporanea, alcune volte mi sento più a mio agio, altre meno, ma in ogni caso mi piace accettare la loro provocazione.

I giovani artisti parlano del nostro mondo, talvolta lo fanno in modo “più classico” con tele e stampe, altre attraverso l’uso di video e musica, fino ad arrivare ad utilizzare l’Intelligenza Artificiale (Per esempio l’opera di Martine Syms, ora esposta alla Fondazione, è un esperimento davvero fenomenale, di utilizzo di Intelligenza artificiale e nuove tecnologie).
Usano in parte, strumenti che ci appartengono nella vita quotidiana, parlano di valori della nostra società, espongono il loro pensiero su temi che anche noi viviamo direttamente, è il “nostro mondo” che si racconta attraverso il loro modo d’intendere l’arte. Io credo che noi possiamo, in quanto contemporanei, ammettere di avere difficoltà ad apprezzarla o capirla come forma d’arte, ma non rifiutarla in quanto tale.

Sull’edificio della GAM (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino) c’è una scritta che mi ha sempre fatto riflettere: “Ogni arte è stata contemporanea”.

Per noi credo sia un po’ come vedere un film in diretta senza sapere come andrà a finire e cosa verrà dopo. L’arte dei secoli che ci hanno preceduto invece, è un film di cui conosciamo il finale e anche qualche scena a memoria. Possiamo perderci ad analizzarne i dettagli perché possiamo interpretarli alla luce di ciò che sappiamo essere avvenuto.

Torino ha una grande storia passata, ci sono testimonianze un po’ di tutte le epoche ed è una città che trovo abbia sempre accolto, assorbito e presentato molto bene anche le forme d’arte più contemporanea, in ogni secolo.

Per chi dice di aver già visitato la città e di voler tornare per scoprirne nuovi aspetti, io credo potrebbe essere interessante approcciarsi ad una Residenza come il Castello di Rivoli dove storia e contemporaneità convivono e si valorizzano vicendevolmente. Un castello, il cui ammodernamento rimase incompiuto, che ospita l’arte contemporanea che è un continuo divenire: un connubio stimolante direi.

Potrebbe però, anche visitare la Fondazione Mertz, il Museo Ettore Fico, oppure la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo o anche Camera – Centro Italiano per la Fotografia; tutte realtà turisticamente meno note, ma frutto di una città che pur con le sue difficoltà, non si ferma e non rinuncia ad essere palcoscenico per le nuove arti.

Credo che dedicare qualche ora a visitare la Torino Contemporanea possa essere un modo per capire davvero questa città e dare maggior senso anche a ciò che l’ha resa grande nei secoli scorsi.

Ecco, ho trovato!

Bisogna farsi accogliere dall’eleganza, dalla linearità, dal fascino nascosto dietro le rigide facciate, avvicinarsi con garbo iniziando con il conoscerne gli aspetti più tradizionali, ma al tempo stesso che già nascondono un briciolo di follia (che cosa ci fa il secondo più importante museo Egizio al mondo a Torino? Ma questa è un’altra storia!), lasciarsi permeare dalle leggende e dalla magia, per poi cominciare davvero a capirla. Ed allora notare il palazzo con il Piercing, i murales, il contemporaneo in dialogo continuo con la storia, che si rivela nei quartieri storici, come in quelli più moderni.

A questo punto potrà diventare normale passeggiando, girare un angolo e trovarsi in una città che racconta una storia diversa e allora forse, la curiosità potrà prendere il sopravvento e la scoperta dei luoghi dell’arte contemporanea, con la loro continua proposizione di nuovi artisti, diventare la naturale evoluzione della propria personalissima storia d’amore con Torino.

Non so, io la vedo così questa Torino!

Alessandra B.